Il fatturato della maggioranza delle imprese è aumentato e il profitto netto raddoppiato
Scorrendo i bilanci pubblici di 88 imprese brasiliane, si intuisce che la crisi è stata molto dura per i settori dell’acciaio e dei minerali nel 2009. Le imprese siderurgiche e quelle che operano nel settore minerario hanno perso, lo scorso anno, l’equivalente del profitto di tutte le imprese del settore alimentare quotate in Borsa, circa 20 miliardi di euro.
Se non si considerano le imprese di questi due settori, si osserva che il fatturato della maggioranza delle imprese è aumentato dell’11,6%, raggiungendo 142 miliardi di euro, e il profitto netto è quasi raddoppiato, raggiungendo il valore di circa 15 miliardi di euro. Nel totale, l’insieme delle 88 aziende prese in esame dal giornale Valor ha registrato una diminuzione del 2,3% del fatturato e del 7,2% del profitto netto.
Nei segmenti legati al consumo interno, l’andamento è stato ben differente. Le imprese del settore alimentare hanno aumentato le vendite del 20%. Quelle del dettaglio, in genere, del 24%, e quelle dei materiali da costruzione del 52%.
Le imprese con vendita al dettaglio del settore tessile hanno avuto un anno eccellente: la Hering ha aumentato il proprio fatturato del 40%, per un valore totale di 300 milioni di euro; la Marisa ha visto il fatturato crescere del 7,4%, per un valore totale di 650 milioni di euro, e le vendite di quest’azienda nel periodo di Natale hanno registrato un +13,3%. Un incremento che, come ha spiegato Marcio Goldfarb, direttore e presidente dell’azienda, “è stato possibile grazie alla crescita della classe C (nuclei familiari dal reddito compreso tra i 200 e i 1.800 euro circa)”.
Sebbene il margine lordo, che considera solamente i costi di produzione, mostri una riduzione del 5,1% (dal 36,7% al 31,6%), il margine operativo netto (tolte le spese amministrative e generali) mostra un aumento che, nel confronto tra il 2009 e il 2008, va dal 14,5% al 15,9%. Lo scorso anno, nonostante la crisi, l’indebitamento netto delle imprese si è mantenuto stabile a 57 miliardi di euro.
Fonte: ICE San Paolo