In base alla ricerca condotta dalla Fondazione Getulio Vargas (FGV), per il 2010 è previsto un aumento del 14,6% della capacità produttiva
L’industria di trasformazione prevede, per il 2010, un incremento medio del 14,6% della capacità produttiva. La percentuale di crescita - la maggiore nella storia della ricerca, condotta a partire dal 2002 dalla Fondazione Getulio Vargas (FGV) – è stata ottenuta tenendo conto dei sondaggi condotti presso 723 imprese, tra i mesi di gennaio e febbraio 2010.
Per il triennio 2010-2012, la crescita attesa è del 23,8%. Secondo il Sovrintendente di Cicli Economici della FGV, Aloísio Campelo, la prospettiva di un incremento della capacità produttiva dimostra la fiducia delle aziende nella ripresa dell’economia, dopo la crisi internazionale che, nel 2009, ha causato un crollo della produzione del 5,5%. Tale aumento può comportare anche la diminuzione delle possibilità, per il Paese, di dover affrontare le pressioni inflazionistiche causate della sproporzione tra offerta e domanda.
D’accordo con la ricerca, il livello medio della capacità produttiva delle fabbriche ha raggiunto l’84%, appena due punti percentuali sotto la soglia registrata nel 2008 (nel pieno della crisi, il livello era sceso al 77%).
È proprio per via di questo recupero, unitamente all’ottimismo per i tempi futuri, che si giustificano gli investimenti. L’economista Campelo ricorda anche che l’indice di fiducia dell’industria, misurato anch’esso dalla FGV, a febbraio ha raggiunto il maggior livello dal dicembre del 2007. Tra i vari segmenti, quello che presenta una maggiore propensione agli investimenti è il settore dei beni di consumo. Per quanto riguarda questo settore, l’aspettativa per la capacità produttiva è passata dal 13% del 2009 al 16% del 2010, raggiungendo il livello maggiore degli ultimi cinque anni.
Tuttavia, la maggior fiducia è stata registrata nell’industria dei beni capitali, dove la previsione di espansione è balzata dal 9,9% al 15,4%; nel segmento dei beni intermedi, la proiezione è invece passata dal 10% del 2009 al 13,8% del 2010.
A parere di Campelo, questi risultati positivi sono dipesi essenzialmente dalla forza del mercato interno, cresciuta notevolmente l’anno scorso; e l’aspettativa degli imprenditori è che tale crescita interna prosegua con ancora maggiore vigore.
Sempre in base alla suddetta ricerca, l’80% delle imprese intervistate considera la domanda interna come uno dei fattori che influenzano positivamente le decisioni sugli investimenti. La domanda esterna, che ha risentito degli effetti della crisi, è ritenuta un fattore di stimolo per l’aumento della capacità produttiva da parte del 40% degli intervistati, mentre solo il 9% la considera un fattore di scoraggiamento per gli investimenti.
Secondo la FGV, questi dati rappresentano certamente un segnale positivo rispetto al 2009, quando appena il 26% degli intervistati considerava il mercato esterno come un elemento dall'influenza positiva, a fronte di un 20% che riteneva che avesse un’influenza negativa.