L’Unione guarda al Brasile per rifornirsi dell’etanolo necessario per raggiungere l'obiettivo del 5,6% dei veicoli circolanti alimentati con biocarburanti entro il 2020
L'Unione Europea dovrà importare etanolo dal Brasile se vuole raggiungere l'obiettivo del 5,6% dei veicoli circolanti alimentati con biocarburanti entro il 2020. La conclusione è della Commissione Europea, che nel suo più completo studio sull’argomento, pubblicato negli scorsi giorni, ha rilevato che l'Europa non è in grado di produrre etanolo a sufficienza per raggiungere l'obiettivo. Inoltre, se l'Unione Europea proverà a cercare l’autosufficienza, questo avrà pesanti ripercussioni sull’ambiente.
Secondo le stime europee, entro il 2020 la produzione di etanolo in Brasile farà un balzo di quasi il 140%. Il via alle importazioni non sarà immediato, ma gli osservatori sottolineano che il documento redatto è ciò di cui avevano bisogno per procedere alla liberalizzazione, sul mercato europeo, dell'etanolo brasiliano.
D'accordo con lo studio, la migliore opzione che l'UE dispone ora per rifornirsi è quella di aprire il suo mercato al Brasile. La decisione si tradurrebbe in un aumento della produzione brasiliana di 4 milioni di tonnellate entro il 2020, pari al 15%. Nel caso in cui siano abbassati i dazi sull’importazione in Europa, in Brasile la produzione avrà una crescita di 5,8 milioni di tonnellate (20%).
Nel 2008, le 27 nazioni dell’Unione hanno raggiunto un accordo per garantire che, entro il 2020, il 10% del combustibile utilizzato in Europa deriverà da fonti rinnovabili; di queste, il 5,6% deriverebbe dell’etanolo. Ciò significa che l'Europa dovrà consumare 17,8 milioni di tonnellate in più di etanolo in dieci anni. A darne notizia è il quotidiano O Estado de São Paulo.